Cosa trovate sul blog

Volete sapere chi e come ha inventato gli hamburger?
Come trascorreva le notti Lucrezia Borgia?
Che fine ha fatto Igor Slivovitz?
Cosa accade davvero nel triangolo delle Bermude?
Cosa vede Capitan Feendoos dalla finestra?
Se il Capitano soffre di emorroidi?

Tutto questo e molto di più sul meraviglioso
blog di Capitan Feendoos.

lunedì 14 aprile 2008

Le gioie della campagna

Per un vecchio lupo di mare che, come me, abbia deciso di ritirarsi a godere del meritato riposo in campagna, la vita rurale può essere piena di sorprese.


Scoprire i piaceri dell'orticoltura, per esempio, è stata un'esperienza molto interessante, veder crescere le piantine che si è seminato, imparare a potare guardando il contadino, un mio vicino, che mi dà una mano per i lavori più gravosi, vedere svelati, giorno dopo giorno, piccoli accadimenti che avevano sempre avuto del miracoloso ai miei occhi, ha reso meno tediose le mie giornate, e anzi, mi ha fatto dimenticare del brusco cambio dato alla mia vita dopo aver lasciato il mare.


Non tutto va per il verso giusto, per la verità, come ho potuto constatare ieri, alcune differenze fra la campagna, in montagna oltretutto, dove vivo il mio ritiro, e il mare ignoto come gli uomini che gli vivono intorno e dentro, per così dire, sono incolmabili.


C'è una vedova, ancora piacente, dai modi sbrigativi ma simpatici, che viene di tanto in tanto per aiutarmi nelle faccende domestiche – non vi sarete mica fatti l'idea che io sia diventato un perfetto ometto di casa: sono ancora un Capitano, per la miseria! – e che mi ragguaglia dei pettegolezzi sugli abitanti del paese, gente di cui ignoro spesso l'esistenza, ma che riempie la casa di suoni piacevoli, che rompono il silenzio spesso assordante che mi circonda. Confesso che, con il passare dei giorni, la sua compagnia mi è diventata cara, forse al punto che ne soffrirei se dovesse abbandonarmi.


Ieri, però, è successa una cosa che ha rischiato di compromettere il nostro rapporto, finora improntato a una rispettosa cordialità. Mentre era in camera da letto, prima di fare le pulizie, Agnese, questo il suo nome, si muoveva con disinvoltura compiendo gesti che sembravano dettati più dalla memoria che da una linea di pensiero appartenente al presente, si è più volte chinata per spostare coperte, raccattare pantofole e alzare tappeti da scuotere, e in tutto questo chinare mi ha lasciato intravvedere il bianco delle cosce oltre l'orlo delle calze, nere anch'esse come il resto del suo abbigliamento vedovile. Confesso che a quel punto ho sentito rinascere in me qualcosa che credevo definitivamente sopito, qualcosa che fosse diventato ormai letteratura, smentito invece dal movimento all'interno dei miei calzoni. Mi sono schiarito la voce, mentre Agnese sembrava non essersi accorta di nulla di quanto stesse turbando la mia quiete, e le ho detto: "Avrei piacere di averla a cena con me, qualche volta, Agnese, se non le dispiace, potremmo uscire a mangiare qualcosa nel ristorantino di Gigi, dicono che ci si mangi bene…"


"Capitano" mi ha interrotto, "i servizi che non fanno parte dei lavori domestici si pagano a parte", tirando le coperte sulle lenzuola, continuando con rapidi gesti a rassettare il letto.


Ho farfugliato qualcosa, non ricordo bene cosa, e ho preso congedo dalla sua presenza. Non so cosa mi abbia più turbato, forse l'essere stato preso alla sprovvista, forse il mio amor proprio ferito, forse la paura di perdere quell'unica compagnia che rompe le mie monotone giornate, "la cosa ha dell'incredibile", mi andavo consolando, rimasto solo, "un uomo che ha avuto centinaia, se non migliaia di donne, e che non si è mai spaventato di pagare nei porti più squallidi in cui ho fatto scalo, restare come un idiota davanti a una vedova di campagna!"


6 commenti:

Anonimo ha detto...

Comandante eccelso.
trovo che non ci sia nulla di incredibile in quanto riposto nei suoi ricordi che hanno preso nuovo vigore in questo suo breviario.
Sappia inoltre che mi sono anche commosso soffermandomi su queste sofferte e sentite frasi "Confesso che a quel punto ho sentito rinascere in me qualcosa che credevo definitivamente sopito, qualcosa che fosse diventato ormai letteratura, e non solo per il movimento all'interno dei miei calzoni"

La saluto con devozione

servo vostro

whiteside

pulce ha detto...

Egregio signor Elemiro, devo confessarLe che non sono punto sorpresa per la reazione della signora, nonché vedova, Agnese. Lei non conosce, infatti, la fatica che occorre per risvegliare sensi sopiti. E trovo assolutamente giusto farsi ricomprensare per cotanto sudore.
La saluto con devozione
La sua affezionatissima pulcina

Anonimo ha detto...

chipiu

CIAO BY DAVIDE_MBRIACOLO

Anonimo ha detto...

Eccelso Elemiro, ma poi l'ha pagata la vedovella?

Anonimo ha detto...

Divin Capitano, ma la vedovella sa pure cucinare?


Serva Vostra

Anonimo ha detto...

Buonasera, mi chiamo Agnese......Ci ho ripensato, sa, forse potrei accompagnarla a cena. Paga Lei?