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venerdì 20 giugno 2008

Addio alla musica

Quest’umidità mi uccide. Ho le ginocchia bloccate dall’artrite e, per riuscire a mettere su un Cd nel lettore, mi sono dovuto aiutare con una sedia: sono refrattario alle stampelle e non riesco a rassegnarmi all’idea che il tempo possa passare anche per Capitan Feendoos come per tutti i comuni mortali. Ho trovato un vecchio disco d’incisioni di brani di Turlough ‘O Carolan; quando ho ascoltato le prime note di Farewell to the music non ho potuto trattenere qualche lacrima che, contro tutte le potenze dell’universo, è riuscita a fuoriuscire dai miei occhi sempre asciutti e fieri. La mia memoria è corsa lungo i secoli al giorno in cui incontrai il compositore errante mentre passeggiavo per Dublino. Avevo litigato con il mio armatore, che pretendeva da me trasporti non consentiti dalla legge, e mi ero preso un anno sabbatico. Ero a cena da amici, quando mi presentarono a Turlough, e ci sfidammo in una lunga partita a backgammon che gli lasciai vincere perché mi fu subito simpatico. Dopo aver ingurgitato una quantità di birra che sarebbe bastata a un reggimento di lanzichenecchi, ci mettemmo a cantare su arie prima allegre, e infine sempre più tristi. Fu così che componemmo, quasi per gioco, Farewell to the music, che il mio caro amico fece conoscere al mondo solo in punto di morte, come mi aveva promesso quella sera fra i fumi dell’alcool. Fra le tante chiacchiere che facemmo quella sera, voglio condividerne alcune, le più interessanti, con voi, amici miei, che avete la pazienza di seguire queste mie memorie.

“Non hai mai avuto problemi a girare l’Irlanda per esercitare la tua professione? Sono tempi piuttosto difficili, questi, e non deve essere facile essere sempre in giro…”

“La mia complessione, per fortuna…”

Lo interruppi: “Scusami, Tuorl (lo chiamavo affettuosamente così), dovresti usare un linguaggio più consono a quello dei miei lettori, che sono abituati a leggere, quando leggono, lessemi più moderni, e potrebbero avere difficoltà a capire il tuo parlare settecentesco…”

“Ohhh, certo, hic! Ho capito benissimo quello Ke vuoi dire xke, nonst abbia bevuto sono +tosto sveglio e …”

Dovetti interromperlo di nuovo: “Troppa grazia! No, no, no, scusami, ma non credo di avere un target di lettori così giovanile. Mi piacerebbe che ce ne fossero anche dell’sms generation, ma devi attenerti a un italiano novecentesco o, al più, inizioterzomillennio. Lascia andare, prendi l’arpa e suona di nuovo. Io ti accompagnerò al canto.”

Prima di prendere l’arpa che gli passai, mi chiese ancora della birra. Dopo alcuni galloni, ci mettemmo a braccetto e girammo per le bettole più malfamate di Dublino. Incontrammo giocatori, ladri, truffatori e prostitute. Fu a queste ultime che dedicammo le nostre energie migliori.

Il mio ultimo ricordo di quella serata è il mio naso che affonda, quanto volutamente non ricordo, nella generosa prua dell’ostessa che ci serviva dell’ottima birra. Il mattino successivo ci trovò con un leggero mal di testa in una camera sconosciuta. Probabile che la padrona fosse già al lavoro. Ci facemmo compagnia per un lungo tratto, infine ci salutammo fraternamente con la promessa di approfondire gli argomenti trattati la sera precedente. Purtroppo il destino così non volle: il mare, mia vita e mio padrone, decise diversamente, facendomi trovare lontano quando il cielo prese con sé Turlough.


5 commenti:

leofelix ha detto...

Eccelso comandante,
ed eccomi qui del nuovo a commentare con fare reverente e timoroso le memorie della sue gloriose gesta.
Ma un nodo alla gola mi blocca, le sorti di Tuorl come ella chiamava affettuosamente il suo amico, mi hanno letteralmente steso.
Mi pare di vederla mentre affonda il naso nella generosa prua di cui sopra.
Le porgo così le mie più sentite condoglianze.

Suo devotissimo
Tenente Ernest Heminway

Anonimo ha detto...

Mio divin capitano,
i prodigi della tecnica hanno voluyo che siffata musica celestiale potesse essere riprodotta anche a vantaggio di orecchie poco erudite. Non oso immaginare, dunque, che fecero sulla signora ostessa e sulle fanciulle da lei ospitate.
La sempre più ammirata pulcina vostra

Anonimo ha detto...

eccomi a recensire un bel frigo che guarda caso lo possiedo da quasi 2 anni a questa parte ed recensisco solo ora che mi sono accorto di poterlo fare visto che lo possiedo.che dire del mio frigo per invogliarvi ad acquistarlo.bene inanzitutto e molto capiente nonostante sia diviso in due zone.la prima e quella dove mettere gli alimenti non surgelati tipo bottiglie del acqua oppure uova ho burro ed altri alimenti tipo parmigiano tanto per fare alcuni nomi.la seconda zona e per i surgelati come stocafissi tanto per dire un alimento da surgelaggio oppure carne surgelata e formare i cubetti di ghiaccio da usare nel rinfrescare le bevande estivistiche.il prezzo due anni fa era in offerta a 299,00 euro ma dovrebbe esser sceso sui poco meno dei duecento cinquanta euro quindi se cercate un buon frigorifero che facci anche risparmiare corrente elettrica questo frigorifero fa propio al caso vostro.
ovviamente se ve lo possiate permettere ci sono frigoriferi piu ampi di questo e molto piu costosistici nel pezzo.

rosaria ha detto...

Vedo che l'artrite non ha paralizzato il cuore, e neppure la poesia

strunzina ha detto...

Ascoltami... sono nel vento, che trasporta voci e profumi.. ascoltami.. sono nei tuoi pensieri.. in attesa di essere liberata.. toccami.. invisibile eppure presente..