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giovedì 28 agosto 2008

Gaio Ponzio




“Come mai, in mezzo ai romani, c’è quel tipo con quel sigaro puzzolente e gli occhiali?”
“Ma, non lo so, sembra del nord, forse un gallo, l’abbiamo costretto a passare sotto le forche insieme ai legionari per via di quel fetentissimo sigaro da cui non si separa mai.”
Gaio Ponzio, nonostante il momento di gloria che stava assaporando, non era felice. Vedevo la sua fronte solcata da più di una ruga, originate dalle preoccupazioni per il futuro. I romani, spogliati delle armi e delle tuniche, stavano subendo la peggiore umiliazione della loro storia, che rimarrà un’onta nei secoli, e forse sarà alla base della ferocia con cui i consoli, nei secoli a venire, repressero le sollevazioni delle leghe sannite, arrivando a passare a fil di spada i prigionieri, pratica duramente stigmatizzata dalla convenzione di Ginevra. Ma, quel giorno, la vendetta dei romani era ancora lontana, e ancor più lo era la Convenzione.
Per me, uomo di mare, abituato a solcare oceani, era una collocazione davvero insolita, in mezzo alle montagne dell’avellinese. Ma il lavoro mi aveva portato lì, alla ricerca dei Checcroché alla nocciola feendoos, che si trovavano solo in zone ricche di avellane, come dice il nome stesso. L’amicizia con il condottiero dei sanniti era scaturita da un episodio accaduto qualche giorno prima quando, durante la pugna, una freccia scoccata da un arciere romano stava per raggiungerlo proprio in mezzo al petto. Io, che ho sempre aborrito la violenza, specie quando rivolta a me o ai miei amici, o comunque verso uomini di valore, mi trovavo purtroppo a una distanza ragguardevole e disperai di poterlo aiutare. Ma mi venne in soccorso il mio fiato: soffiai a pieni polmoni e riuscii a spostare la traiettoria della freccia di quel tanto che bastò a farle evitare Gaio e concluse la sua corsa ficcandosi in un albero.
Un sannita diede un calcio al tipo col sigaro: “E butta quell’accidente di affare che sta appestando tutto peggio delle castagne del prete”, disse con disprezzo. Il tipo, che non voleva assolutamente rassegnarsi, lo guardò pieno di odio, e poi rialzò la testa, fiero.
Il meddix tuticus Gaio Ponzio riprese la parola: “Credo che, con questa vittoria, i romani dovrebbero rassegnarsi a lasciarci in pace e quest’umiliazione, con cui abbiamo voluto evitare di punire fisicamente gli sconfitti, spero che serva a fermare la spirale di violenza. “
Purtroppo, ancora una volta, la storia avrebbe smentito un uomo di cuore, corretto e ottimista come Gaio Ponzio, come sappiamo tutti benissimo.
A un certo punto, un trambusto originato non si sa da cosa, creò un pericoloso movimento fra i prigionieri, che ondeggiarono paurosamente. Nella calca che ne seguì, alcuni uomini restarono a terra. Il tipo col sigaro, che giaceva moribondo, mi rivolse alcune parole: “Keep … you …” e poi esalò l’ultimo respiro, lasciando Gaio Ponzio e me con un mistero irrisolto. Non ho mai potuto sciogliere il mistero che avvolgeva quelle oscure parole, tranne scoprire, alcuni anni dopo, che appartenevano all’idioma degli angli.
Ci ritirammo nell’accampamento del meddix tuticus, dove ebbi modo di apprezzare l’ospitalità delle popolazioni sabelliche. Qualche giorno dopo, completato il carico di Checcrocché alla nocciola, salutai fraternamente Gaio e mi avviai al porto di Neapolis.

Questo post è dedicato a S., il gallo con gli occhiali e il sigaro puzzolente, una delle persone migliori che abbia mai conosciuto. Che, prima o poi, sarà costretto a passare per le Forche Caudine (nota birreria)

8 commenti:

Pulcina ha detto...

Lo sapevo, tutte le dediche a lui e niente a me. Lei, caro Elemiro, è cattivo, cattivo, cattivo

leofelix ha detto...

Eccelso capitano..
sono commosso, Voi ne conoscete le ragioni.

Vostro ossequioso

S.

paola lovisolo (cara polvere) ha detto...

Elemiro, anche un nome papale.
ringrazio del commento su NI.
bei testi. spazio in cui si circumnaviga volentieri (ma)con le tasche piene di esche per squalo.

un saluto a Lei
paola lovisolo

Anonimo ha detto...

devi fare pubblicità a questo blog!!!
merita!!!

leofelix ha detto...

condivido il commento del noto anonimo, devi fare maggiore pubblicità a questo godereccio sito, sebbene mi chieda come sia possibile che un capitano possa fare maggiore pubblicità.

ESATTO.

leofelix

traparentesi ha detto...

A ognuno le proprie forvhe caudine!
Certo, sarebbe opportuno dotarsi dell'ironia, o soprattutto dell'incoscienza, di Gaio Ponzio e di Capitan Feendoos! Complimente per il blog @Mariantonietta

Anonimo ha detto...

Dissento. In genere non è il Gaio che sottomette un gallo. Semmai lo mette sotto!!!!!
Brum

Anonimo ha detto...

non ai detto granche del agromento