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domenica 17 agosto 2008

Paolina



Approfittai del momento in cui, parlando, girò la testa altrove per odorarmi gli abiti, quasi che Napoleone potesse intuire dai profumi che mi portavo addosso cosa fosse successo la notte precedente fra Paolina, la sorella, e il vostro umile narratore, io, Elemiro Feendoos e mi spostai in modo da mettermi sottovento; abbassavo di frequente gli occhi, invece, mentre si rivolgeva a me puntando nei miei i suoi, penetranti e indagatori, quasi che potesse scoprire dai miei, cerchiati, chi fosse la causa delle occhiaie.
Il grande condottiero non era, come ci si può immaginare dai vari dipinti che vediamo oggi, statico e con la mano nel panciotto, posa che adottava solo a uso e consumo dei ritrattisti, ma era un vulcano di idee, frenetico, e dalla vitalità prorompente. Mi trovavo nella fredda Russia, sulla rotta che conduceva in Siberia, alla ricerca di miniere di merluzzo surgelato, che non di rado si trovano a quelle latitudini, e mi ero imbattuto nell’Imperatore, nel bel mezzo della campagna di Russia, che sarebbe stata l’inizio della sua rovina. Non ero lì, come molti dei giovani che s’immolavano nella causa, ormai lontana, della libertà e della rivoluzione, ma la naturale simpatia che l’Imperatore ispirava anche a me, mi aveva condotto alla sua presenza nel tentativo estremo di farlo desistere da quell’impresa folle, e di privilegiare il rafforzamento della marina, di cui mi sarei occupato io, con cui avrebbe potuto contrastare le mire conservazionistiche degli inglesi. Mi è capitato spesso, nella mia carriera di marinaio, di recitare lo spiacevole ruolo della Cassandra e, purtroppo, in quell’occasione non andò diversamente. Di lì a poco, gli eventi precipitarono, le residue speranze di portare avanti le idee della Révolution, già drammaticamente ridotte dai sogni di grandezza di Bonaparte, s’infransero nella Restaurazione, privando l’Italia del Sud dell’ultimo statista dotato della follia necessaria, Murat, che forse aveva tentato di rialzarne le sorti, e da allora in poi definitivamente abbandonato a se stesso. Seguii nei suoi frenetici spostamenti Napoleone per vari giorni, dormendo poco più di tre ore per notte, secondo le sue abitudini, ci consolammo con la nobiltà polacca che, all’epoca, godeva di ottima reputazione, come potemmo costatare di persona, anche per la prodigalità con cui le dame ci offrivano i loro favori. Fui travolto da una brama di vivere, di esplorare nuovi mondi e nuove emozioni, e fu allora che decisi di rompere il sodalizio con Paolina, che si trascinava ormai stancamente da anni, e che nulla più aveva dei fragorosi inizi quando, come potete vedere ancora oggi ammirando il lavoro del Canova, la Borghese sorella dell’Imperatore, aveva lo sguardo lascivo e perso nel vuoto in seguito alle travolgenti notti trascorse insieme a me. Quando ancora il sole, sorgendo al mattino, veniva a illuminare le notti delle nostre battaglie trovandoci entrambi vincitori, entrambi vinti.
Quando, dopo alcune settimane di trastulli alla corte di Varsavia, mi resi conto che non era possibile far cambiare idea a Napoleone con le argomentazioni di cui disponevo, decisi di mollare tutto e di tornare alla ricerca dei merluzzi surgelati. Scrissi una calorosa ma decisa, lettera con cui prendevo congedo da Paolina, per non meglio specificate ragioni di stato, salutai l’imperatore che neanche mi rispose, preso com’era dalla narrazione dell’incipiente presa di Mosca a una marchesa di cui non ricordo il nome, e mi buttai alle spalle quella fase non certo entusiasmante della mia vita.

7 commenti:

concettina ha detto...

Confesso, caro Elemiro, che a me lo sguardo di Paolina più che lascivo è sempre sembrato sarcastico. Ora capisco, finalmente....

donna_cannone ha detto...

Fa piacere notare che donna Paolina non conosceva l'anoressia

leofelix ha detto...

Sappia Eccelso Capitano che sto versando copiose lagrime sulla tastiera sia per il suo anelato ritorno sia per la storia narrata con sapiente dovizia.

suo devoto

Sir leofelix

Frigoriferato ha detto...

eccomi a recensire un bel frigo che guarda caso lo possiedo da quasi 2 anni a questa parte ed recensisco solo ora che mi sono accorto di poterlo fare visto che lo possiedo.che dire del mio frigo per invogliarvi ad acquistarlo.bene inanzitutto e molto capiente nonostante sia diviso in due zone.la prima e quella dove mettere gli alimenti non surgelati tipo bottiglie del acqua oppure uova ho burro ed altri alimenti tipo parmigiano tanto per fare alcuni nomi.la seconda zona e per i surgelati come stocafissi tanto per dire un alimento da surgelaggio oppure carne surgelata e formare i cubetti di ghiaccio da usare nel rinfrescare le bevande estivistiche.il prezzo due anni fa era in offerta a 299,00 euro ma dovrebbe esser sceso sui poco meno dei duecento cinquanta euro quindi se cercate un buon frigorifero che facci anche risparmiare corrente elettrica questo frigorifero fa propio al caso vostro.
ovviamente se ve lo possiate permettere ci sono frigoriferi piu ampi di questo e molto piu costosistici nel pezzo.

Anonimo ha detto...

trastularti tra là là là, altro che, je suis Yanez rappelle toi, et je me rappelle tres bien che ti lo dicevo toujours di laisser tomber La perle de Labuan, que sinon Sandokàn . celui de la malesia pas celui de Casal di Principe- si arabiava con tout le monde. Mais Feendus. rien. orechie da mercanto et puis giro in barca ici giro in barca là e pffu altro que la pauvre Paolinà que lui aveva detto à Napoleon qye eri parti pour la siberie et il est venu te chercher avec l'armèe...ah là là là c'est une istoire belge, encore une

anneheche ha detto...

Sei una piacevole scoperta! :-)

isidemorgana ha detto...

fortissimo il tuo blog, geniale il brano, incantevole la musa ispiratrice e unico il di lei artefice creatore. Onore al meraviglioso Canova e complimenti al Capitano.
Distinti sofficini