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mercoledì 8 ottobre 2008

Il triangolo dei Bermuda









Nel 1959, sulla copertina di Times, ebbi l'onore di essere immortalato come Man of the year. A torso nudo, al timone della mia nave, indossavo un paio di bermuda. Da quella copertina nacque uno degli equivoci destinati a sopravvivere fino ai nostri giorni, a quasi mezzo secolo di distanza.
I fatti che sto per raccontarvi fecero sì che quella parte di mare divenisse famosa con il nome, errato, di Triangolo delle Bermude. Molti sono convinti, infatti, che il triangolo di mare tristemente noto per aver causato la scomparsa di navi, aerei e persone, prenda il nome dall'Arcipelago delle Bermude, mentre, più plausibilmente, l'origine è da ricercarsi nella copertina di Times. Effettuavo la traversata dell'Atlantico al comando della Reine de la mer, facendo la spola fra Calais e New York, trasportando di tutto, in special modo merluzzi surgelati o peyotl da impiegare nella preparazione della pasta ai funghi Quattro pasti in padella. Eravamo ancora nell'Atlantico, navigando a Sud dell'Arcipelago, lungo il Tropico del Cancro, quando mi accorsi che la nave non rispondeva più ai comandi. Fu con sgomento che vedemmo un enorme gorgo attirare verso il suo interno il nostro bastimento, completamente in balia delle correnti. L'equipaggio,
attonito, si era rivolto alle preghiere o alle bottiglie, mentre io aspettavo, con le mani inutilmente sul timone, l'evolversi degli eventi senza lasciarmi prendere dal panico. Il gorgo era davvero spaventoso, in uno scenario reso surreale da una splendida giornata di sole. La nave venne risucchiata come un guscio di noce nel lavabo. Alcuni interminabili secondi più tardi, ci fermammo con un urto sulla profondità dell'oceano. Almeno, io mi ritrovai lì, mentre vedevo che i pochi marinai visibili erano, purtroppo, morti. Approfittando di una delle mie apnee, famose nei sette mari, che mi consentivano di stare sott'acqua per almeno dieci minuti, potei vedere il dio Nettuno che, con il braccio alzato, con ancora la catenella in mano, mi guardava fra il perplesso e il colpevole. Mi avvicinai a lui chiendedogli spiegazioni. Mi guardava con gli occhi bassi.
"Ecco, questo è il mistero del Triangolo maledetto. Ogni volta che vado alla toilette e tiro lo sciacquone, chiunque si trovi a passare sull'oceano, nave o aereo che sia, viene risucchiato nel terribile vortice, e tutti, equipaggi e passeggeri, affogano nella discesa."
"Ma io non mi spiego... Tu, Lei, Nettuno, non dovrebbe essere nel Mediterraneo, dove si erano perse le sue tracce un paio di millenni addietro?"
Nei suoi occhi riapparve la luce dell'orgoglio di un passato glorioso: "Io sono il Dio del Mare, e vado dove mi pare!" La soddisfazione di una rima casuale gli fece gonfiare il petto. Dopo un imbarazzato silenzio, ripresi: "Capisco. E, mi dica, come mai, poi, a volte ricompaiono navi vuote da cui sembra misteriosamente scomparso ogni segno di vita?"
"E che vuoi? Dopo che è successo il guaio, che devo fare? Quando non ci sono danni, rimando tutto in superficie, asciutto a apparentemente in ordine. Purtroppo, per i morti, non c'è niente da fare. Ma accomodati, che ti racconto tutto nel dettaglio."
Lo seguii in una reggia fastosa che, nonostante la ricchezza degli arredi e il gran numero di servitori e di ospiti, sembrava preda di un inesorabile degrado. Sculture classiche in oro e marmo che rappresentavano soggetti marini adornavano un enorme salone. E, mentre passammo quattro ore a tavola, in un "parco desinare", come lo definì lui, mi raccontò a grandi linee quello che era successo agli dei dell'Olimpo negli ultimi diciassette secoli. "E, mi dica, Giove, che fine ha fatto Giove?"
"Eh, poveraccio! E' così vecchio, completamente rincitrullito, e..." In quell'istante, un fulmine squarciò l'oscurità del fondo marino, facendomi dubitare delle parole di Nettuno, che tacque. Mi parlò, poi, di quello che era accaduto agli altri dei, mi presentò alle sue amiche, una allegra compagnia di sirene che, mi fu subito evidente, non vedevano un uomo da molto tempo. Una di esse mi faceva gli occhi dolci, e sapete quant'è difficile resistere al richiamo di una sirena. Mentre cercavo di escogitare un motivo plausibile per congedarmi dal mio ospite, mi ricordai dei miei compagni che avevano perso la vita nell'affondamento della nostra nave, e ne parlai con Nettuno, che mi assicurò avrebbe contattato le Parche per riannodare i fili del destino dei miei uomini.
Salutai Nettuno, ringraziandolo per quello che stava facendo per noi, e mi avviai all'uscita. Una volta fuori dal palazzo, però, ero di nuovo sott'acqua, ed ero costretto a fare tutto in apnea. Anche - e naturalmente la mia natura di gentiluomo non mi consente di parlarvene, come non mi consente di svelare le curiosità morbose di chi vuol conoscere l'anatomia delle sirene - fare compagnia alle sirene che mi avevano ammaliato. Dovetti emergere dall'acqua sei volte, e sei volte tornai alla loro compagnia.
Quando, una volta giunti sani e salvi in porto, l'equipaggio non ricordava nulla di quanto accaduto, e il Triangolo dei Bermuda continuò a chiamarsi delle Bermude.


10 commenti:

ninfa_egeria ha detto...

Geniale, eccelso Capitano. Se non fosse per i sei tuffi apneici a vantaggio delle sirene, direi anche sublime

Anonimo ha detto...

wow ho sempre cercato di capire cosa accade nel triangolo...lo scopro oggi grazie a lei Capitano!!!
che uomo!!!
credo di potermi innamorare di lei, e la storia delle sirene, me lo conferma stuzzicando la mia fantasia!
:-)
sempre bravissimo!!!
fantasia972

Anonimo ha detto...

Eccelso Capitano,
la vedo sempre più in forma e di ciò mi compiaccio.
Nella sua mirabile narrazione di un fatto realmente accaduto mi sgomenta l'incredibile fatto che l'equipaggio poi non ricordasse più nulla.
Forse avrebbe dovuto approfondire di più con Nettuno, mi consenta questa nota.

Suo Devoto

Bon Jovi Pluvio

leofelix ha detto...

Io a Nettuno lo avrei affogato,
anche se è vero che da cosa nasce cosa eh eh eh, be ce semo capiti

mo ciaoq

Otimo ha detto...

ed eccomi a recensire un bel frigo che guarda caso lo possiedo da quasi 2 anni a questa parte ed recensisco solo ora che mi sono accorto di poterlo fare visto che lo possiedo.che dire del mio frigo per invogliarvi ad acquistarlo.bene inanzitutto e molto capiente nonostante sia diviso in due zone.la prima e quella dove mettere gli alimenti non surgelati tipo bottiglie del acqua oppure uova ho burro ed altri alimenti tipo parmigiano tanto per fare alcuni nomi.la seconda zona e per i surgelati come stocafissi tanto per dire un alimento da surgelaggio oppure carne surgelata e formare i cubetti di ghiaccio da usare nel rinfrescare le bevande estivistiche.il prezzo due anni fa era in offerta a 299,00 euro ma dovrebbe esser sceso sui poco meno dei duecento cinquanta euro quindi se cercate un buon frigorifero che facci anche risparmiare corrente elettrica questo frigorifero fa propio al caso vostro.
ovviamente se ve lo possiate permettere ci sono frigoriferi piu ampi di questo e molto piu costosistici nel pezzo.

wosho ha detto...

wosho

psykhe ha detto...

Oh e di Psiche non hai chiesto niente? Che peccato!
Scrivi davvero delle cose fantastiche. Tornerò con piacere :)
Ps. C'è niente su Cartagine? Scusa sai, ci sono affezionata.

il portapizza ha detto...

è proprio vero che non si finisce mai d'imparare...

Anonimo ha detto...

Otimo. Parola di Marinaio Gayssssss

Anonimo ha detto...

mirabolante e fantastica avventura con Voi protagonista....ohhhhhhhhhhhhhhhhh


morellina