Cosa trovate sul blog

Volete sapere chi e come ha inventato gli hamburger?
Come trascorreva le notti Lucrezia Borgia?
Che fine ha fatto Igor Slivovitz?
Cosa accade davvero nel triangolo delle Bermude?
Cosa vede Capitan Feendoos dalla finestra?
Se il Capitano soffre di emorroidi?

Tutto questo e molto di più sul meraviglioso
blog di Capitan Feendoos.

martedì 23 dicembre 2008

La vera storia di John Storto



Questa sera voglio raccontarvi, non una storia di mare, come ho fatto finora, ma la storia di uno degli artisti più straordinari del XX secolo, un uomo a cui la caratura di artista poliedrico ed eclettico non ha consentito di superare un fortissimo senso etico e un'incapacità di accettare i compromessi che la vita spesso porta ad affrontare; un uomo che ha sfiorato e affiancato la storia senza, purtroppo, mai averne fatto parte; un uomo che ha segnato le arti del Novecento senza che sia rimasta traccia del suo apporto nei libri di storia e nella saggistica di settore. E' in parte anche per questa ragione, che mi sento in dovere di stendere una, necessariamente parziale, sua biografia che segni i punti salienti della sua vita travagliata e irripetibile.



John con la mamma all'età di 4 anni. La foto, unica del periodo, è purtroppo danneggiata.


Giovanni, detto John, Storto, nasce il 23 aprile del 1935 a S. Donato del Sannio, piccolo comune ormai disabitato della provincia di Campobasso, in Molise. Figlio di pastori, all'età di quattro anni seguirà i genitori emigranti in Toscana, dove continuarono il lavoro avito. Fortemente portato per la musica, a soli sei anni autocostruì un pianoforte a coda in alto mare, episodio che sarà ricordato da Paolo Conte nella canzone Aquaplano, ma non imparò mai a suonarlo. L'avversione del padre per tutte le attività che non fossero strettamente legate al lavoro, alla pastorizia, non gli permise mai di prendere lezioni o di occuparsi quanto avrebbe voluto dello studio del pianoforte. In compenso, mentre seguiva gli ovini al pascolo, ebbe modo di imparare a suonare la chitarra e il flauto di Pan. A otto anni suonava perfettamente anche le Frippertronics, cosa quanto più straordinaria se si pensi che non furono inventate che alcuni decenni più tardi. Inizieranno a quell'epoca i contrasti con il genitore, che proseguiranno per tutto il resto della sua vita, in un rapporto di conflitto mai sopito che, spesso, ritroveremo nei testi delle sue canzoni.

Fu quando John aveva otto anni che il padre fu costretto a mandarlo a scuola, nonostante la sua avversione per le penne, "roba da allevatori di polli effeminati, e non adatte al rude pastore". Il giorno precedente l'inizio della scuola, la nonna di John si sentì in dovere di istruirlo sui rischi che le femmine lascive avrebbero potuto avere sul suo futuro, con la seguente accorata predica: "Giovanni, da domani andrai a scuola e incontrerai tanti esseri di sesso femminile. Bada bene a non peccare: se ti toccherai pensando a loro, diventerai cieco; se non saprai resistere alle loro lusinghe, diventerai sordo; ma soprattutto, non lasciarti mai irretire dai loro giochi erotici abbandonandoti al piacere insieme ai loro corpi sinuosi, perché peccando andrai all'inferno. L'inferno è il luogo peggiore dell'universo creato. Vuoi vedere com'è fatto l'inferno?" Il povero John, che ancora si chiamava Giovanni, ormai accartocciato su se stesso dalla paura, non ebbe la forza di dire alla nonna che non aveva nessuna intenzione di vederlo, e allora questa pose fine alla sua lezione sollevando le vesti, sotto le quali non portava biancheria intima, e facendogli vedere l'inferno. A questo episodio possiamo far risalire il conflittuoso rapporto di John con l'altro sesso, nonché il suo scarso entusiasmo per lo studio: trascorse la notte insonne, e il giorno dopo, a scuola, non riuscì a tenere gli occhi aperti, ragion per cui venne fatto inginocchiare sui ceci a più riprese. A nove anni scappò di casa per la prima volta, prendendo al volo il treno per Roma, dove ebbe modo di vivere per alcuni giorni con gli emarginati, episodio che ricorderà con affetto nel brano "Amico fracico". Dopo essere stato alleggerito dei pochi panni che indossava, tornò mesto e nudo a casa, dove ebbe dal padre una nuova lezione di vita: imparò infatti il significato dell'espressione piemontese "fracco di legnate". Da quel giorno lo ritirò dalla scuola, e gli disse:
"Mo' va a pasc l' pecur". Nel freddissimo inverno del 1947, compose il suo primo blues, Rocco intorno al ciocco, che molti esperti considerano come il primo rock'n'roll della storia. Bill Haley non ammise che in punto di morte di aver attinto a piene mani al repertorio di John Storto, ma gli eredi misero a tacere la storia. Lo stesso Luchino Visconti dichiarirà di essersi ispirato alla sua storia di emigrante per Rocco e i suoi fratelli. A quattordici anni scappò di nuovo di casa. In una non meglio specificata cittadina umbra conobbe Elena, figlia di emigranti campani - esilarante il loro primo dialogo, in seguito al suo interrogativo: "che vuol dire che sei una campana?" - bellissima piccola mora, capace di fischiare con entrambe le dita in bocca come un ragazzo, e di saltare uno steccato come un'atleta formata. Sognava di lavorare nella pubblicità, settore nel quale ebbe un futuro luminosissimo. Risolse, dopo una lotta non facile, il conflitto interno di John verso il sesso, iniziandolo con serenità a un mondo di cui non aveva mai intuito le potenzialità. A lei dedicherà gran parte della produzione musicale dell'epoca, opere ancora acerbe ma in cui ritroviamo, in nuce, tutte le tematiche e le brillanti invenzioni del John Storto maturo. Alcuni mesi dopo, avuta notizia dell'aggravarsi delle condizioni di salute del padre, che aveva contratto la brucellosi, fece rientro alla casa paterna. Riuniti i due figli al capezzale, dettò loro le sue ultime volontà: al primo figlio sarebbe andata la casa e le centinaia di pecore del gregge, a Giovanni, secondogenito, sarebbe andato l'orto, un appezzamento di due metri per due, dove crescevano rigogliosi porri e fagiolini. Controversa l'interpretazione delle parole che il nostro pronunciò in quell'occasione: "Padre, storto mi hai fatto, e st'orto mi hai lasciato", forse riferendosi alla scarsa opinione che tutti avevano di John. Pochi istanti dopo, il vecchio chiuse gli occhi per non riaprirli più. John scese nell'orto, si abbassò i calzoni e piegò le ginocchia. Quello fu l'ultimo sforzo che compì per il lavoro della terra. Raccolse le sue poche cose e partì per non far mai più ritorno in quella casa.
Aveva diciassette anni quando, essendo stato sempre religioso fin da bambino, in ritiro spirituale con gli altri ragazzi per ricevere l'effusione dello spirito, vide il proprio io estraniarsi dal corpo, sollevarsi da terra per alcuni metri e, dato uno sguardo panoramico in giro - ragazze discinte che prendevano il sole, bluesman dall'aura diabolica che si dimenavano circondati da altre - si pose la domanda fatidica: "che cacchio ci faccio qui?" Mollò la compagnia orante e si diresse verso la prima bettola che c'era, dove affogò i residui della coscienza religiosa nel vino e nelle braccia di una ragazza. Di quest'episodio tratterà il suo brano La mia Pentecoste, di qualche anno dopo, brano di cui esistono ormai soltanto due copie, a quest'indirizzo. Il brano fu inciso su 45 giri dal coraggioso discografico anarchico Nando Valpredi, ma si attirò gli strali della Santa Sede, per cui tutte le copie furono ritirate dal mercato e distrutte. Tranne due, come detto. Il discografico Valpredi, in seguito, fu accusato della strage della pizzeria Da Gino, con l'accusa di aver disinfestato il locale dalle blatte pur non essendo in possesso di regolare licenza di Pest Control. Di lui si sono perse le tracce dopo una lunga e deleteria permanenza al carcere dell'Asinara.
L'anno successivo, mentre si esibiva in un locale di Milano, venne notato da un tale che si faceva passare per colonnello. Al termine dello spettacolo gli proporrà di firmare un contratto con lui ma, mentre discutono sui dettagli, forse preso dalla foga della discussione, forse no, il colonnello posa una mano sulla coscia di Elena. John si alza e lascia partire una gragnola di pugni, causandogli 25 giorni di prognosi. Il poveretto, mentre cercava di parare i colpi, pare urlasse "Sono il colonnello Parker, non sai cosa ti perdi!", risultando non solo profetico, ma anche pleonastico.

Continua

13 commenti:

Rossella Calabritto ha detto...

Che emozione essere la prima lettrice! :-)

leofelix ha detto...

Eccelso capitano,
finalmente una storia degna, pensate che sono ero Sulla strada per Los Angeles con Arturo Bandini e dopo una bel mach col flippertronic mi sono travato di nuovo lungo una strada per l'inferno: ho seguito il link indicato.
In effetti non è meglio di A. Franche l'editore di cui parla.
Esequie come diceva un colonnello quando doveva fare gli auguri non prima di un lungo sfiorato baciamano

Anonimo ha detto...

grandioso!!! e poi, che emozione, trovare in vendita al "mercatino" copia dell'irrinunciabile opera del nostro Stort!!!

Voi siete veramente da seguire, Capitano:)

morellina - ina - ina

Emmà ha detto...

Ommioddio, mio caro Capitano. Vedo che una tal signorina, che si vanta di aver strappato il primato delle lettura delle sue eccellentissime opere, è arrivata sino a Voi attraverso strade a me sconosciute. State attento, mio Capitano, perché anch'ella potrà condurvi all'Inferno essendo tal quale alla nonna del nostro John Storto!!!!
Colgo l'occasione per augurarvi un eccellentissimo Natale al bordo del Vostro vascello

otimo ha detto...

ed eccomi a recensire un bel frigo che guarda caso lo possiedo da quasi 2 anni a questa parte ed recensisco solo ora che mi sono accorto di poterlo fare visto che lo possiedo.che dire del mio frigo per invogliarvi ad acquistarlo.bene inanzitutto e molto capiente nonostante sia diviso in due zone.la prima e quella dove mettere gli alimenti non surgelati tipo bottiglie del acqua oppure uova ho burro ed altri alimenti tipo parmigiano tanto per fare alcuni nomi.la seconda zona e per i surgelati come stocafissi tanto per dire un alimento da surgelaggio oppure carne surgelata e formare i cubetti di ghiaccio da usare nel rinfrescare le bevande estivistiche.il prezzo due anni fa era in offerta a 299,00 euro ma dovrebbe esser sceso sui poco meno dei duecento cinquanta euro quindi se cercate un buon frigorifero che facci anche risparmiare corrente elettrica questo frigorifero fa propio al caso vostro.
ovviamente se ve lo possiate permettere ci sono frigoriferi piu ampi di questo e molto piu costosistici nel pezzo

Joan Fante ha detto...

Era da oltre una settimana che non riuscivo a liberarmi, era da una settimana che non riuscivo ad andare di corpo.

Più sentivo l'Inno del corpo sciolto di Benigni e più mi sentivo giù,
dicevo tra me e me "Ma come lui caga e io no? E mi sfotte anche non contento di ciò?".
Alcuni amici mi dicono: ma dai prendi un lassativo, le Falqui, le ricordi le Falqui?
Basta la parola, recitava la pubblicità.

Ma con me nessun effetto.
Ho chiesto al farmacista e mi ha consigliato le Zigulì "Guardi i miei clienti ne comprano tantissime, vanno via come il pane.
Pensi, cara signora, che alcuni non resistono e mentre aspettano lo scontrino la scartano le ingoiano e se la fanno sotto. E' uno spettacolo, mi creda. Peccato per il piccolo inconveniente: l'odorino e le macchie marroncine.

Così ne compro diverse confezioni, ne mangi interi blister.
Aspetto due tre giorni, ma niente, niente di niente.
E l'inno del corpo siolto richeggiava beffardo tra le mura di casa.
Buone sono buone, ma gli effetti desiderati o se volete indesiderati non ce ne sono: che bugiardo quel farmacista.

Allora mi rivolgo al medico di famiglia che è un bravissimo gastroenterologo che mi dice:
"Signora a tutto c'è rimedio !"
-Mi dica dottore, sono disperata
"Ebbene ha mai sentito parlare di ciao, la community dei consumatori?"
- Veramente no
"Si iscriva signora, si iscriva a ciao, quando torna a casa si colleghi e digiti la magica parola www.ciao.it nella barra di navigazione del browser.
Si iscriva quindi, mi ringrazierà"
- Grazie, quanto le devo dottore?"
"Niente si figuri, faccia come le ho detto e mi tenga informato, arrivederci!"
Detto fatto, sono tornata a casa, mi sono collegata a internet, ho aperto Internet Explorer e digitato la magica parola "www.ciao.it"
Mi sono iscritta e ho letto alcune opinioni.

EFFETTO IMMEDIATO: ora non riesco più a smettere, mi sono portata il vasino davanti al PC e anche tanti bei rotolini di carta igienica.
Grazie grazie a tutti voi.
In particolare vorrei ringraziare nell'ordine
1) Davide-priolo: sono le prime che ho letto e ho sentito subito lo stimolo.
2) sgruntina: i suoi versi mi hanno provocato autentiche convulsioni intestinali, irripetibili emozioni.. tu chiamale se vuoi evacuazioni.
3) Dulcis in fundo: le esternazioni di testa_o_croce, che talvolta fanno effetto "olio di ricino" così come effetto opposto: sono i due lati della medaglia.

Grazie ancora, niente zigulì, niente falqui, ma opinioni come le vostre.
BUON NATALE MIEI CARI NUOVI AMICI

leofelix ha detto...

auguri viscerali mon capiton

AmosGitai ha detto...

Con la speranza che abbia passato un sereno Natale ti auguro un felice 2009!!!

AmosGitai

Anonimo ha detto...

otimo

Anonimo ha detto...

la storia di J. Storto meritava di essere scritta e fatta conoscere!
Grazie Capitano!!!
fantasia972

Anonimo ha detto...

Capitanooooooooo...tantissimi auguri, perché tu possa avere tantissime belle avventure nuove da raccontarci...ehehehehehhehe

un sorriso

morellina

leofelix ha detto...

fefè

Anonimo ha detto...

vorrei esprimere il mio parere sulla nuova home page di ciao.pip.
la nuova home page e carina con i ciao fridens con loro foto che girano se il tocchi oppure le piu vecchie opinioni uno a favore e una contro su un prodotto ed ultima neo opinione.
la cosa pero lascia perplessa perche la vecchia grafica andava bene qui ce un problema molto piu serio i cloni.
infatti io per via di mia abitudine di non farmi mettere i piedi intesta son bersagliato dai cloni chi li fa e suoi collaborazionisti utenti che te la fanno pagare cara se non gli dai molto utile e che ti accusano di scorrettezza se non gli dai molto utile.
ebbene se e vero che i collaborazionisti di chi fa cloni sono semplici lecca ciapet chi fa cloni e il vero problema che mina alla credibilita del sito.
bisognerebbe piu che pensare a una nuova anche se da me apprezzata nuova grafica bisognerebbe trovare il modo di intercettare chi fa cloni e fermarlo in maniera legale con una querela con tanto di richiesta di risarcimento per i danni diimmagine subiti visto che per colpa di chi fa cloni(e sottobanco chi fa collaborazionismo con essi)un sacco di buoni opinionisti anno lasciato il sito,che pensate che diranno coloro che per colpa di chi fa cloni di ciao.pip se non una pessima pubblicita.
la grafica e buona ed in piu anno anche aumentato chi vince i premi mensili dando piu scance di vedere le propie opinioni vincere un premio.