
Seduto nel fitto della foresta, aspettavo pazientemente il cessare del frastuono infernale che i due combattenti facevano al di sopra della mia testa. Sembrava improvvisamente giunta sera, mentre invece era appena passato mezzogiorno: la vegetazione, così fitta da non lasciar passare che qualche raro raggio di sole, a cui si era aggiunta l'ombra dei due ippogrifi, aveva fatto calare una notte apparente sotto gli alberi. La mia pausa forzata era dovuta alla lotta fra le due femmine di ippogrifo, che probabilmente si contendevano un maschio, lotta che era giunta a interrompere un inseguimento che durava da ore. Ero sulle tracce di un grosso esemplare, in attesa del momento propizio per colpirlo con la spada o con una freccia, magari anche con un pugno ben assestato, quando l'arrivo del secondo aveva scombinato i miei piani: affrontarne due era troppo anche per Elemiro Feendoos. Mi misi al riparo nel bosco, e attesi che l'animale più forte facesse il lavoro al posto mio. Certo, sarebbe stata una spedizione dal valore dimezzato, visto che la carne martoriata della vittima non avrebbe permesso di ottenere i Cordon bleu del Capitano della qualità prevista, però la grandezza è di chi sa quando è il momento di attaccare ma anche di saper aspettare tempi migliori. Mentre avevo la mente occupata da pensieri che in questo momento non ricordo, vidi appressarsi un cavaliere dentro un'armatura lucente. Scattai in piedi, pronto al peggio. Una voce, proveniente dall'elmo, così mi apostrofò:
"Orsu, qualificati, uomo dal nobile aspetto
ma di fetor pieno e tutto polveroso,
dimmi dunque se cristiano è il tuo petto
oppur saracino seppur valoroso.
Io son paladina di nome Bradamante
di Francia serva e di Ruggiero amante;
qualificati dunque acché, ignoto cavalier
io decida se tu abbia ancor domani o solo ier."
ma di fetor pieno e tutto polveroso,
dimmi dunque se cristiano è il tuo petto
oppur saracino seppur valoroso.
Io son paladina di nome Bradamante
di Francia serva e di Ruggiero amante;
qualificati dunque acché, ignoto cavalier
io decida se tu abbia ancor domani o solo ier."
La voce, soave quanto quella di una dea, che aveva pronunciato quelle parole, era stata tuttavia ferma e decisa, e non lasciava sperare che si potesse evaderne la risposta. Levai, quindi, il copricapo, e così risposi:
"Grande onore è per me conoscere
chi la grande fama il nome precede,
d'italica stirpe io sono, giammai a recedere
insegnò la mia gente a suo piede.
Elemiro Feendoos è il modesto nome mio
servo di dame e devoto e poco pio,
al tuo cospetto assai mi inchino
il tuo nome riverito da ogni pino."
chi la grande fama il nome precede,
d'italica stirpe io sono, giammai a recedere
insegnò la mia gente a suo piede.
Elemiro Feendoos è il modesto nome mio
servo di dame e devoto e poco pio,
al tuo cospetto assai mi inchino
il tuo nome riverito da ogni pino."
La donna agilmente smontò dal palafreno, tolse l'elmo mostrando un viso che avrebbe tolto il respiro a un cuore di pietra, e oltre appressandosi, così continuò:
"Lungo tempo è che l'amor mio mi manca
pur se occhi io non abbia che per lui,
ma di vagar armata sono ormai stanca;
ora è che provveda, mancando ancor costui,
a dare soddisfazione alla carne mia
e con te farollo che ispiri simpatia.
Ti sfido dunque a singolar tenzone
Dimostrami se all'altezza sei del tuo blasone."
Il vostro capitano, che giammai ebbe
ad arretrare dinanzi a qualsiasi sfida,
anche in quel frangente di fama crebbe
come già pria con Angelica e Ida.
Tosto buttossi nella grande pugna
dimentico della di Ruggier piccola pugna
ché solo egli pel mondo errava
mentre il suo cuor pace non trovava
non più avendo né amor né pace.
Fu allora, proprio sulla pace, che Bradamante, rivestendosi dopo l'estenuante tenzone, prese la spada e mi si rivolse contro, con il volto duro. Temetti per la mia vita, non essendo stato altrettanto pronto nel rivestirmi. La paladina di Francia, però, per aria menò un paio di fendenti. Con mia grande sorpresa vidi cadere di quà e di là della mia testa la pace e l'amore.pur se occhi io non abbia che per lui,
ma di vagar armata sono ormai stanca;
ora è che provveda, mancando ancor costui,
a dare soddisfazione alla carne mia
e con te farollo che ispiri simpatia.
Ti sfido dunque a singolar tenzone
Dimostrami se all'altezza sei del tuo blasone."
Il vostro capitano, che giammai ebbe
ad arretrare dinanzi a qualsiasi sfida,
anche in quel frangente di fama crebbe
come già pria con Angelica e Ida.
Tosto buttossi nella grande pugna
dimentico della di Ruggier piccola pugna
ché solo egli pel mondo errava
mentre il suo cuor pace non trovava
non più avendo né amor né pace.
Bradamante mi guardò, e rilassandosi i muscoli del suo viso uno dopo l'altro, mi sorrise:
"Elemiro Feendoos, valente condottiero,
all'altezza della tua fama fosti,
del tuo pugnar esser puoi fiero:
gl'italici guerrier sempre fur tosti.
Tuttavia, ad usar la sacra spada
mi costringesti in questa contrada
ché mai composta di nove versi fu un'ottava:
e di metrica non capisci una fava."
all'altezza della tua fama fosti,
del tuo pugnar esser puoi fiero:
gl'italici guerrier sempre fur tosti.
Tuttavia, ad usar la sacra spada
mi costringesti in questa contrada
ché mai composta di nove versi fu un'ottava:
e di metrica non capisci una fava."
Non essendoci più né amor né pace, raccolsi anch'io le mie cose, salutai dolcemente la prode Bradamante, e andai a recuperare l'ippogrifo abbattuto.



